The narrative of Arthur Gordon Pym. Un saggio. parte VI

Grazie all’intercessione di Baudelaire, Poe e le sue opere godettero di grande fortuna nei decenni successivi alla loro morte. Le giovani generazioni di scrittori simbolisti accomunarono i due maestri per tematiche artistiche e temperamento personale, giudicandoli entrambi come veri e propri precursori del movimento letterario.

Mallarmé dedicò un sonetto all’autore, le tombeau de Edgar Poe, pubblicato a Baltimora nel 1876, in un volume commemorativo per l’inaugurazione di una statua dedicata all’americano. Poe, morto da trent’anni, era stato definitivamente rivalutato dai cittadini di Baltimora, ma, nonostante questo, Mallarmé non evitò di sottolineare l’insanabile lotta tra la purezza delle parole del poeta, simboleggiato da un “ange”, e la miopia del volgo (“hydre”) che, non capendolo sufficientemente, lo giudicò pazzo e ubriaco.

Tel qu’en Lui-même enfin l’éternité le change

Le Poëte suscite avec un glaive nu

Son siècle  épouvanté de n’avoir pas connu

Que la mort triomphait dans cette voix étrange

Eux, comme un vil sursaut d’hydre oyant jadis l’ange

Donner un sens plus pur aux mots de la tribu

Proclamèrent très haut le sortilège bu

Dans le flot sans honneur de quelque noir mélange[1]

Il 1884 è un anno fondamentale per la letteratura europea in quanto fu pubblicato per la prima volta A Rebours, romanzo-summa del decadentismo. Huysmans, attraverso il personaggio di Des Esseintes, guida il lettore attraverso elenchi enciclopedici in cui sfilano gli uni accanto agli altri libri moderni, profumi esotici, dipinti di Moreau, autori latini e piante carnivore. L’autore mette in luce il nuovo gusto decadente, facendolo contrastare con il bello classicista. Nel terzo capitolo il narratore annota che “la lingua latina, come la si scriveva nell’epoca che i professori si ostinano a chiamare il secolo classico non l’attirava granché”[2] e non evita di affermare che

Se la sua [di Des Esseintes] ammirazione per Virgilio era delle più moderate, e la sua attrazione per le evidenti eiezioni di Ovidio delle più discrete e sorde, senza limiti era il suo disgusto per le grazie elefantiache di Orazio, per il chiacchiericcio di questo esasperante zoticone che fa moine con lazzi imbellettati da vecchio clown.[3]

Viceversa, egli pone Poe e Baudelaire come modelli ineguagliati del nuovo modo di fare letteratura, maestri che, per primi, adeguarono stile ed argomenti al fermento culturale di quegli anni. A meno di mezzo secolo dalla morte dei due autori, entrambi furono assunti ad auctoritas nei confronti dei quali ogni scrittore necessitava confrontarsi. Huysmans dedica proprio alla Narrative un posto d’onore nella casa-prigione del protagonista:

Quando era stanco di consultarle [le stampe di rotte marine], si riposava gli occhi guardando i cronometri e le bussole, i sestanti e i compassi, i binocoli e le carte sparpagliate su un tavolo dove campeggiava un unico libro, rilegato in pelle di foca, Le avventure di Arthur Gordon Pym, stampato appositamente per lui in carta vergata, puro filo, scelta foglio per foglio, con un gabbiano in filigrana.[4]


[1] S.Mallarmé, Poesie e prose, Milano, Garzanti, 1992, p.118

[2] J.K.Huysmans, Controcorrente, Roma, Newton&Compton editori, 1998, p.52

[3] Ivi, p.53

[4] Ivi, p.48

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